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Satanismo e sparizioni di adolescenti e giovani adulti

Satanismo



Denuncia-appello di una madre disperata   «Mio figlio è scappato di casa per Satana»
«Dopo essersi messo in contatto con Dimitri è mutato ed è scappato» di Ivano Tolettini

«Mio figlio è scappato di casa per Satana».
La coraggiosa denuncia arriva da una madre, che invita il figlio (di cui non ha notizie da una ventina di giorni)
a tornare nella sua abitazione di Recoaro o, quantomeno, a mettersi in contatto. La donna racconta la sua disperazione, che in pratica è cominciata quando il suo Manuel, 18 anni, s´è messo in contatto con la setta bolognese dei "Bambini di Satana" fondata da Marco Dimitri. «Da allora è cambiato, ha dipinto la sua stanza di nero, ha lasciato il lavoro ed ha reso a commettere reati. L´ultima volta che l´ho sentito mi ha detto che andava in Germania».  

Il vangelo infernale al quale si abbeverano tanti ragazzi vicentini è in un libro di 150 pagine quasi introvabile con un incipit che la dice lunga sul messaggio esistenziale: «Il satanismo è la dottrina più libera, ma anche la più infangata che vi possa mai essere».

Rosalba rigira tra le mani il libello e pensa al figlio Manuel di 18 anni di cui dal 12 luglio non ha più notizie. La sua è una denuncia coraggiosa e fortissima. «La mia disperazione - dice angosciata - è iniziata quando ho capito che era stato plagiato dal gruppo bolognese di Marco Dimitri. Da allora è cambiato completamente. Non ha più voluto andare al lavoro, ha dipinto la stanza di nero come fosse un cenacolo luciferino, non c´è stato più verso di convincerlo a cambiare rotta. Io stessa mi sono messa in contatto con il presidente dei Bambini di Satana ed ho potuto capire quando abile egli sia. Manuel per salire nella scala gerarchica ha cominciato a commettere il male. Ha cominciato ad assumere stupefacenti e a commettere furti che in un caso si è trasformato in rapina. Un comportamento allucinante, fino a quando è scappato con una ragazzina di 17 anni. L´ho sentito l´ultima volta il 12 luglio. Mi ha detto che andava in Germania, ma da allora si è spenta la luce».

La mamma questa mattina con il suo avvocato Sonia Negro dello studio Mele senior questa mattina sporgerà denuncia di scomparsa ai carabinieri. «Da quando ha dipinto una parete della sua camera con una stella nera e l´ha tapezzata con scritte in latino e inglese che inneggiano al diavolo, mi è sembrato di combattere contro i mulini a vento. Ho chiesto aiuto anche agli inquirenti, loro mi sono stati vicini, ma è tutto così difficile perché mi spiegano che Manuel oggi è maggiorenne e può fare quello che vuole».

Magia nera, ottava sfera, la menzogna come riferimento sociale sistematica, questi sono i punti fermi del satanismo rielaborati in una delle tante massime del male: «In nomine dei nostri satanas luciferi excelsi».
Una filosofia folle che ha traviato Manuel Melis di Recoaro, ma numerosi altri coetani non solo della vallata dell´Agno. Si comincia con la musica acida, si prosegue con la ritualità contro il sistema dei valori trasmesso dalla famiglia, si dà sfogo all´ebbrezza antisistema con la droga e si finisce a violare le regole istituzionali perché se uno dei messaggi satanici dice "forse non vi rendete conto che il vostro modo di vedere le cose sta cambiando...», si comprende perché «un satanista si evolve» e sfugge a ogni controllo.

In Francia per combattere le sette il parlamento un paio d´anni fa ha introdotto il reato di "manipolazione mentale". In Italia il reato di plagio el 1981 fu dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale perché ledeva la sfera delle libertà individuali, ma il vuoto che si è creato non è mai iù stato riempito. «La gente non immagina quanti ragazzini sono persuasi dal messaggio malvagio - osserva Rosalba -. Non so dove ho sbagliato con mio figlio e so di avere limiti come persona, ma l´ho seguito anche nelle discoteche per capire che cosa gli stava succedendo».

Rosalba, madre di cinque figli, ha le idee chiare su quale sia la fonte di adescamento. «È internet - analizza - ed è per questo che ci sono molti siti satanici nella grande rete. I ragazzi vanno nelle biblioteche e da lì si collegano con chi li travia. A casa non potete fare nulla, siete tagliati uori, soprattutto nell´età ribelle dell´adolescenza». I progressi per chi abbraccia questa fede allucinante è la discesa della scala verso gli inferi. Ma il moralismo non serve per combattere il principe delle tenebre, soprattutto quando ci sono limiti culturali evidenti e famiglie disgregate alle spalle. «La mia impressione è che nel Vicentino siano molti coloro che si sono votati al male - incalza Rosalba - e tra di loro ci sono anche degli adulti insospettabili, gente che pensa che satana è il più alto simbolo della libertà umana e ritiene che sia di sprone a una rinascita spirituale».
Chi entra nel girone infernale fa fatica a staccarsi. Ci sono le minacce più o meno velate quando non si meditano atti malvagi. Quando Manuel si è sfogato mi ha detto che aveva paura, purtroppo l´avevo già perso. La tesi di Dimitri è che la droga è lontana anni luce dal suo messaggio, in realtà è un percorso complementare per chi abbandona la via normale, quella per la quale siamo stati educati e che a un tratto abbiamo abbandonato. Anch´io ho le mie colpe, non c´è dubbio, ma lo Stato deve fare qualcosa contro persone che istigano».
Del resto, quando nel libro "Compendio del demonio" si legge un raffronto tra sistemi di valore in cui si spiega che per il cristianesimo la via rincipale è quella dell´amore, per il satanista moderno è il bilanciamento tra amore e odio e per il satanista tradizionalista c´è solo l´odio, la chiavitù, l´egoismo, la crudeltà, l´oscurità, la malvagità assoluta, il piacere della sofferenza, che cosa si deve pensare? «Eppure le forze dell´ordine dicono di non potere fare nulla per combattere questi barbari perché non hanno sufficienti strumenti - conclude -.
Le famiglie sono allora lasciate sole a se stesse e quando un figlio cade nel gorgo del male o trova dentro di sé le forze per riscattarsi, oppure è la fine. Per questo ho deciso di uscire allo scoperto, per salvare Manuel».

GIORNALE DI VICENZA 02.08.2004


«L´errore è quello di isolare questi ragazzi dal contesto in cui matura il malvagio

L´avvocato Paolo Mele senior e la collega di studio Sonia Negro hanno ponderato bene prima di compiere un passaggio che appare forte. Ma di fronte a un ragazzo di 18 anni, dunque per la legge maggiorenne, che si allontana ( o scappa dipende dai punti di vista) con queste modalità, lasciandosi alle spalle la dottrina maledetta, impaurito dal mondo che gli sta cadendo addosso, hanno voluto seguire l´istinto di una madre disperata che vuole gridare il suo dolore al mondo, affinché chi ha il potere di farlo possa raccogliere il messaggio. «L´errore che si fa è quello di isolare sul piano investigativo - spiega l´avv. Mele - i ragazzi che commettono eventuali reati, come spaccio di droga, furti e piccole rapine tra coetanei, dal quadro d'insieme in cui avviene il fenomeno. Purtroppo poliziotti e carabinieri anche quando si rendono conto che il contesto è molto più largo non hanno mezzi per colpire in maniera adeguata. Così ci si fossilizza magari sul piccolo spaccio di droga e sui furtarelli, senza rendersi conto che i responsabili è come fossero teleguidati da un´entità esterna, appunto diabolica».

Sonia Negro ha voluto studiare il fenomeno proprio da quando Manuel è sfuggito al controllo della famiglia. Ha voluto visitare la casa di Manuel quando sono comparsi i segnali del satanismo ed ha purtroppo constatato la difficoltà di confrontarsi con questi ragazzi. «Manuel è una persona semplice e , preso singolarmente, di fondo buona, - dice Negro -, ma c´è stato chi ha trovato terreno fertile per un messaggio basato sulla negatività. Lui non è nè il primo nè l´ultimo. Nel Vicentino ci sono molti ragazzi e sarebbe necessario uno studio adeguato nei luoghi di aggregazione che modellano la personalità di questi soggetti fragili. Commettono reati,
cioè il male, per ascendere o discendere, dipende dai punti di vista, la scala della libertà. Quale essa sia lo si può immaginare».


Omicidi satanici seguaci di Lucifero anche in Ticino

MILANO - Dopo le dichiarazioni fatte ai magistrati italiani nell'àmbito dell'inchiesta sui riti satanici, anche il cantone svizzero del Ticino embra avere dei seguaci della setta di Satana. «A volte passavamo la frontiera per ritrovarci nei boschi nei pressi di Lugano o Mendrisio dove sacrificavamo dei piccoli animali», ha raccontato un giovane accusato ai magistrati. Diverse tombe e chiese sono state profanate negli ultimi mesi nel sud del Ticino e segni evidenti come i tre «6», simbolo del diavolo sono stati lasciati un po' ovunque. «Si tratta di stupidi atti di vandalismo», minimizza il procuratore ticinese Bruno Balestra. Ma una 18enne ticinese, membro di un gruppo «dark», ha dichiarato all'Ats' che «le sette sataniche, esistono in Svizzera, ma i loro seguaci si accontentano di cerimoniali inoffensivi, piuttosto folcloristici. So che ammirano le "Bestie di Satana"». (s.s.)

GAZZETTA DEL SUD 03.08.2004

Ultimo aggiornamento ( jeudi 19 avril 2012 )
 
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